Realizzare un'installazione è come scrivere una drammaturgia e realizzarne lo spettacolo.
Le sculture sono le parole del testo, le intenzioni e gli attori stessi con le loro emozioni.
La rappresentazione avviene nello spazio del luogo fisico e in quello emozionale dello spettatore-fruitore che, come in uno spettacolo itinerante, viene invitato ad osservare e ad attraversare lo spazio performativo, divenendone in parte, parte attiva. Il teatro al quale mi sento più legato è quello fortemente emozionale della Societas, della Fura, dei Magazzini, quello di Punzo, di Manfredini, di Bernardinis, di Salmon e della Bausch nella danza.
Ritengo naturale che l'Arte debba essere emozionale-emotiva. Arte come traccia emotiva-emozionale per generare rivoluzioni. Arte come messaggio subliminare che non propina istruzioni per l'uso. Arte di massa e massificata che inocula il germe mutogeno. Generare questa Arte è il mio scopo.